Ceramica

Galleria delle opere della
Manifattura Carraresi Lucchesi

Manifattura Carraresi Lucchesi

La storia
La manifattura Carraresi Lucchesi iniziò l’attività nel 1937. I proprietari erano Daniele Lucchesi e Virgilio Carraresi; quest’ultimo negli anni ’20 aveva gestito una «fabbrica di maioliche» assieme alla madre, Bianca Contini Carraresi. I documenti a disposizione non consentono purtroppo di stabilire perché la manifattura Carraresi, che tra il 1925 e il 1930 aveva più volte ampliato la struttura produttiva, cessasse l’attività intorno al 1931. I locali della fabbrica furono ceduti in affitto proprio nel 1931 a Giorgio Barraud, Nello Messeri e Renato Trallori, proprietari della Barraud, Messeri e C. azienda fondata solo alcuni anni prima e dedita prevalentemente fino a quel momento alla decorazione di alabastro. Nei nuovi locali la Barraud, Messeri e C. poté sviluppare anche la produzione di ceramiche. Anche questa manifattura ebbe tuttavia vita breve: agli inizi del 1937 fu infatti posta in liquidazione. Fu allora che subentrò nei locali di via Piave la nuova società costituita da Daniele Lucchesi e da Virgilio Carraresi i quali acquistarono probabilmente il campionario della Barraud, Messeri e C. continuando per alcuni anni a produrre oggetti in uno stile innovativo. Come hanno scritto Elisabetta Barbolini Ferrari e Augusto Bulgarelli, in un recente studio, le forme dei prodotti Carraresi Lucchesi «assumono talvolta linee assolutamente nuove ed originali, influenzate dalla corrente futurista che spingeva a nuove soluzioni formali e tecniche. Per quanto riguarda la decorazione, da una parte i disegni floreali fortemente stilizzati, mantengono i contorni nitidi del disegno classico ed è la scelta cromatica fortemente contrastata che rimane all’altezza della novità delle forme, dall’altra, forme semplici, tonde o quadrate, in cui prevalgono i colori giallo, arancione e nero, si fondono con una scelta decorativa all’avanguardia, ottenuta con l’uso dell’aerografo che ricopre come un tessuto l’intera superficie sulla quale spicca un disegno nitido, calligrafico e stilizzato: una gazzella, un animale che salta, un fiore». Nel corso degli anni ’40 tuttavia la produzione innovativa venne progressivamente sostituita da linee più tradizionali. Nell’immediato dopoguerra Virgilio Carraresi divenne proprietario unico della fabbrica che gestì coadiuvato dai figli. La Industria Ceramiche Artistiche Virgilio Carraresi cessò l’attività negli anni ’60. Bibliografia F. CAPETTA, G. CEFARIELLO GROSSO, S. GENTILI, M. P. MANNINI, La ceramica sestese. In occasione della Mostra storica della ceramica sestese. Sesto Fiorentino, Villa Corsi Salviati, 31 marzo-29 aprile 1990, Introduzione di G. CONTI, Firenze, Opus Libri, 1990. E. BARBOLINI FERRARI, A. BULGARELLI, Passato prossimo tra antiquariato e modernariato, Modena, Artioli Editore, 2000, cit. p. 291. Terre fiorentine. Le città toscane di antica tradizione ceramica, Roma, Tip. Città Nuova della P.A.M.O.M., 2002. Archivio della Ceramica Sestese, Fondo Carraresi.