Economia
La realtà attuale e le sue radici storiche
Lo sviluppo di un'economia "moderna" caratterizzata dalla presenza di imprese manifatturiere anche di consistenti dimensioni e dalla progressiva riduzione del peso dell'agricoltura, risale a Sesto Fiorentino ad un' epoca lontana.
La trasformazione della città, non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo sociale e politico è legata alla fondazione della Manifattura Ginori (avvenuta intorno al 1737) e al progressivo sviluppo della fabbrica nella seconda metà del ‘700 e lungo tutto il corso dell'800.
Verso la fine dell'800, mentre in tutta Italia era in atto un processo di industrializzazione, anche a Sesto iniziarono ad essere fondati laboratori e manifatture che operavano in diversi settori produttivi: da quello della ceramica a quello dei saponi, da quello alimentare a quello della paglia; tali aziende affiancarono la Richard-Ginori che con i suoi 1.400 addetti in una città di oltre 18.000 abitanti, costituiva di gran lunga l'azienda di maggiori dimensioni, con un peso preminente nell'economia sestese.
Agli inizi del ‘900 Sesto era incluso nel gruppo dei comuni italiani "industrialmente più importanti", quelli cioè dove il numero degli occupati nell'industria era uguale o superiore al 10 per cento della popolazione.
La struttura economica della città non cambiò sostanzialmente fino al secondo dopoguerra. In quel periodo nel settore della ceramica si ebbe un forte incremento di aziende artigianali. La Richard-Ginori attuò all'inizio degli anni '50 un drastico programma di ristrutturazione e molti lavoratori qualificati, licenziati dalla manifattura, iniziarono un'attività in proprio.
In quegli stessi anni si verificò uno sviluppo di altri comparti produttivi; forte fu l'incremento nel settore della meccanica dove il numero di addetti passò da quasi 200 unità nel 1951 a oltre 600 nel 1961. Le industrie della carta e della cartotecnica e le aziende che producevano saponi incrementarono la loro attività, mentre venivano attivate aziende di medie e grandi dimensioni che fabbricavano giocattoli e prodotti farmaceutici. L'agricoltura aveva ormai un ruolo limitato nell'economia sestese.
Negli ultimi decenni del ‘900, e in questi ultimi anni, il settore della ceramica ha vissuto momenti di consistente difficoltà (e una conseguente riduzione sia del numero delle aziende che di quello degli addetti) mentre si è avuto un progressivo incremento delle imprese che operano nel campo dell'alta tecnologia e soprattutto nel settore della moda. Forte è stata anche la crescita verificatasi in altri comparti economici: terziario e grande distribuzione in particolare.
Il recente insediamento nel comprensorio della Piana Fiorentina di prestigiose strutture universitarie e di ricerca quali il Polo Scientifico e Tecnologico e il Corso di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura aprono nuove prospettive sia per la crescita culturale, che per lo sviluppo produttivo dell'intera area.
Fonti: G. MORI, Dall'Unità alla guerra: aggregazione e disaggregazione di un'area regionale, in Storia d'Italia. Le Regioni dall'Unità ad oggi. La Toscana, Torino, Einaudi, 1986, pp. 304-306. L. BORTOLOTTI, Storia di un territorio. Sesto Fiorentino (1860-1980) Firenze, Alinea editrice, 2006.
