Vivere la città

Percorsi turistici - Ville storiche

 

Villa Guicciardini Corsi-Salviati

Le prime notizie della villa risalgono al 1502, quando Simone Corsi acquistò da Luca Carnesecchi “un podere posto nel popolo di S. Martino a Sesto con Casa da Signore e da Lavoratore”.
La villa fu ripetutamente ampliata e trasformata tra il ‘500 e il ‘700. Dell’impianto cinquecentesco rimangono alcuni motivi architettonici, ma l’edificio ha caratteristiche tipicamente settecentesche: la bella e scenografica facciata, i loggiati, le statue, le balaustre, la leggerezza dell’insieme. La facciata interna è ornata da torrette angolari a loggiati e da grandi terrazze decorate da statue.
Anche il giardino è stato continuamente arricchito e abbellito nel corso dei secoli. Si sviluppa in un ampio spazio rettangolare racchiuso da un lato dalla villa, da due alti muri laterali e da un terzo muro, ornato con decorazioni polimateriche, conchiglie e statue, e intervallato da cancelli in ferro battuto. A risaltare è soprattutto il gran quantitativo di acqua con vasche di varia forma e grandezza, fontane e perfino un laghetto. L’aspetto attuale testimonia delle trasformazioni stilistiche avvenute nel tempo. Sono infatti visibili forme e caratteri tipici di diverse epoche: il parterre composto da aiuole con forme geometriche di gusto rinascimentale, le fontane, le vasche in pietra e gli arredi marmorei realizzati nel ‘700, la ragnaia estesa oltre il muro perimetrale, il parco ottocentesco in stile inglese e il novecentesco teatro di verzura con platea e prato costruito nel ‘900.

Via Gramsci, 462 – Sesto Fiorentino

 

Villa Gerini

La villa, circondata da un ampio parco, risulta documentata fino dal XIV secolo; era allora di proprietà della famiglia fiorentina dei Cappelli. Verso la metà del Seicento passò ai Capponi, e successivamente fu ereditata dalla famiglia Del Benino. Nella seconda metà dell’Ottocento divenne proprietario dell’edificio il marchese Carlo Gerini, al quale si devono l’aspetto e la denominazione attuale.
L’edificio è stato oggetto di continue rielaborazioni lungo l’arco dei secoli; le monumentali dimensioni odierne derivano tuttavia in gran parte dagli interventi condotti dalla famiglia Gerini.
Il parco, risalente al XIX secolo, a seguito di una trasformazione di orti e poderi circostanti è composto da un boschetto di lecci tagliato da vialetti, da un parterre a prato con ornamenti e vasche in pietra e da un lago artificiale in mezzo al quale affiorano due isolotti che ospitavano un padiglione utilizzato in passato come sala da tè.

Viale XX Settembre, 259 – Sesto Fiorentino

 

Villa Ginori

Nel 1525 i Ginori divennero proprietari dell’antico edificio appartenuto ai Della Tosa e documentato fin dal XIV secolo. Agli inizi del Seicento la villa fu notevolmente ampliata. I caratteri architettonici attuali, di stile ottocentesco, fanno comunque trasparire l’impostazione strutturale tardo rinascimentale.
Il fronte principale dell’edificio è orientato a mezzogiorno; a nord della villa fu creato il giardino all’italiana, i geometrici boschetti d’agrumi, la ragnaia. Nel 1730 Carlo Ginori modificò in parte il carattere originale del giardino realizzando uno dei più rinomati Orti Botanici fiorentini.
La villa ha alle spalle un grande parco, realizzato intorno 1818 su un pendio collinare scosceso, e dominato da uno scenografico viottolone di cipressi di più antica formazione, che con rapida ascesa raggiunge la cima di Monte Acuto.
Con una con una nuova strada, denominata via Piana, venne collegata, in quello stesso periodo, la Villa di Doccia con la Villa di Carmignanello, divenuta di proprietà dei Ginori nel 1816.

Via di Doccia – Sesto Fiorentino

 

Villa di Carmignanello

La villa di Carmignanello è posta in prossimità dell’inizio della valle del torrente Zambra che scaturisce poco al di sopra dell’impianto dell’edificio. Inserita nel paesaggio collinare e in posizione dominante, essa costituisce parte del piccolo insediamento di Carmignanello, insieme all’antica chiesa di San Bartolomeo e alla casa colonica che conserva i resti d’una struttura a torre di età medioevale. Edificio signorile di campagna appartenuto alla famiglia Buoninsegni, nel 1609 divenne proprietà della comunità ecclesiastica di Santa Maria Novella. Fra il 1610 e il 1620 i frati Domenicani trasformarono la residenza in monastero. La ristrutturazione, commissionata all’architetto fiorentino Matteo Nigetti, viene eseguita in gran parte, ma non completata.
Costruita creando piani artificiali che regolarizzano i terreni del pendio collinare, la villa si appoggia su un terrazzamento vasto e tenuto a prato, su cui si aprono gli accessi ai locali seminterrati, alle cucine e alle cantine; al piano superiore si estende la parte residenziale intorno al cortile circonda-to su tre lati da un doppio ordine di logge.
Confiscato con altri beni ecclesiastici durante la dominazione napoleonica, l’edificio di Carmignanello fu acquistato nel 1816 dal marchese Carlo Leopoldo Ginori che fece restaurare il fabbricato e unire la località di Carmignanello con la villa Ginori attraverso una strada che con andamento pia-neggiante raggiungeva il parco di Doccia.
Ad alcune centinaia di metri dalla villa è la chiesetta di San Bartolomeo, di cui si hanno testimonianze fino dal XII secolo; in tempi lontani fu sede parrocchiale. Costruita in pietra alberese è di una suggestiva, elementare, bellezza.
L’interno è spoglio; la parte absidale è rimasta col tempo parzialmente interrata.
L’esile campanile a vela e la minuscola abside costituiscono un caratteristico esempio di quella armoniosa e severa architettura romanica tipica della campagna fiorentina .

Via di Carmignanello, 12 – Sesto Fiorentino

 

Villa Baldini Dufour-Berte (conosciuta anche come Villa Paolina)

La villa, di proprietà fino dal XV secolo della famiglia fiorentina Petrucci, venne acquistata nel 1825 dal principe Camillo Borghese. L’edificio verrà indicato da allora in poi come Villa Paolina, in onore della moglie del principe, Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Tra il 1826 e il 1831 la residenza venne completamente ristrutturata su progetto dell’ingegnere Antonio Carcopino che fu incaricato di trasformare e ampliare l’edificio e i terreni circostanti in una residenza principesca corredata da un vasto parco e da un giardino a parterre con aiuole fiorite. L’edificio costituisce un raro esempio di villa fiorentina realizzata in ogni particolare in stile neoclassico.
La villa conserva una peculiarità architettonica forse unica nel suo genere nell’area fiorentina: un ponte sospeso in ghisa e legno, sostenuto da corde di acciaio, che sovrasta la via di Castello e unisce il primo piano dell’edificio con le vicine pendici collinari dove venne creato il parco caratterizzato da cipressi, lecci e castagni.
La villa è ancora completamente arredata con mobili d’epoca, tappeti, porcellane, carte da parato francesi; di pregio sono i dipinti e gli affreschi, i documenti storici conservati nelle numerose sale.

Via di Castello, 106 – Sesto Fiorentinoo